Firenze la tragedia impone svolte sul lavoro, che partono dai contratti e soprattutto adesso ci vogliono risposte chiare dalla Magistratura.

La soluzione praticata negli ultimi anni dalla politica contro le morti bianche è l’aggravamento di pene e sanzioni a carico di imprese e manager. Misure che intervengono solo a morti avvenute. Ma c’è spazio per tentare una via diversa? In vent’anni gli infortuni mortali sul lavoro registrati dall’ Inail (che comprendono tutte le vittime in itinere, da incidenti stradali per recarsi al lavoro) a fine 2023 superavano i 28 mila. Una volta detto l’ovvio, e cioè che ogni morto sul lavoro è di troppo, e che per ognuno di loro serve un’indagine per capire come l’evento si sia determinato e per appurarne responsabilità ed eventuali sanzioni, lo stillicidio quotidiano impone però un interrogativo di fondo. Per contenere e debellare il fenomeno, funziona la strategia sin qui seguita? gare d’ appalto affidate con ribassi fino al 40% per poi, una volta aggiudicata, attingere dagli ammortizzatori sociali, che gravano pesantemente sulle tasche e tasse dei lavoratori, gare affidate ad aziende in odore di mafia, giusto per elencare i due tumori principali che attanagliano e strozzano il mondo del lavoro. La risposta è nei numeri ed è chiara: no.
“Non interessa a nessuno dei morti sul lavoro, repubblica fondata sulla morte”, la scomoda verità di Stefano Massini sul crollo di Firenze e le cosiddette morti bianche.

I Garanti della sicurezza, della salute del popolo (Presidente della Repubblica in primis, del Consiglio, del Lavoro, ecc) e comunque la Politica tutta oggi dove sono? fanno la voce grossa solo nelle campagne elettorali, con promesse poi non  mantenute, per accaparrarsi i voti, ma oggi chi piange queste povere vittime sono familiari, colleghi ed amici dei morti sul lavoro, non solo quelli di ieri, ma anche quelli del domani, se non si modificano subito le regole del lavoro, appalti, subappalti e varie.

Nota dolente in merito alla novità in materia di subappalto introdotta dal nuovo codice appalti dlgs 36/2023: via libera al subappalto a cascata, vietato dal vecchio codice dlgs 50/2016. Il subappalto a cascata si verifica quando l’esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto è oggetto di ulteriore subappalto, anche se stipulare un contratto di subappalto è un’operazione complessa in quanto bisogna produrre una documentazione precisa, dettagliata e professionale. Non bisogna dimenticare, poi, che dal contratto di subappalto dipendono i rapporti tra appaltatore e subappaltatore e quindi la sorte dei lavoratori.

Mi chiedo è giusto far pagare ai lavoratori un prezzo così alto per inserirsi prima e mantenersi poi un posto di lavoro, retribuito in scala tra i piu’ poveri d’ Europa?

UGL CATANIA TRASPORTO AEREO ©

errore: Contenuti Protetti UGLCATANIATRASPORTOAEREO©.